Educazione del cane: approccio cognitivo relazionale.
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Oggi abbiamo il piacere di avere di nuovo con noi la dottoressa Giulia Graziuso che ci parlerà dell’approccio che lei usa per educare il nostro fido.

Le persone che hanno letto questo articolo hanno letto anche – Le Motivazioni del cane e come scegliere il cane giusto per te.

Allora dottoressa Graziuso ci parli un po’ dell’approccio che utilizza per educare il cane!

Secondo la dottoressa negli ultimi decenni si sta diffondendo sempre di più l’approccio cognitivo nell’educazione del cane.
Cioè il cane non è più visto come un oggetto, una “macchina”, bensì come un essere sensiente e pensante, dotato di una mente ed in grado di effettuare ragionamenti.
Recenti studi dimostrano come l’apprendimento avvenga grazie ad una vera e propria elaborazione delle informazioni (da qui il termine di “approccio cognitivo”), il cane quindi è perfettamente in grado di ragionare per trovare una soluzione a dei problemi.

Tutte le informazioni vengono percepite, elaborate e quindi apprese.
Il cane diventa quindi un essere senziente e pensante, che ragiona e trova soluzioni, un “individuo“.

Ma che bella notizia! Sono proprio contenta di sapere che finalmente è stato appurato ciò!

Ma come si svolgono i percorsi educativi per i nostri amici pelosi?

I percorsi educativi, che sarebbero i corsi per cuccioli senza problemi comportamentali fino all’età adulta, che riguardano anche il loro gruppo famiglia, dovranno essere impostati in base a quel soggetto ed anche a quel nucleo familiare.

Tali percorsi potranno essere iniziati fin dal momento dell’adozione, in modo tale da aiutare la famiglia a creare la giusta relazione con il nuovo arrivato.

La famiglia sarà aiutata a capire e rispettare, nelle sue caratteristiche, il cucciolo e questo imparerà le prime regole per una corretta convivenza.

Iniziare a lavorare in un soggetto giovane permetterà di indirizzarne la crescita nel modo corretto.

Nell’ addestramento classico invece spesso il cane viene portato al campo nel periodo adolescenziale, quando avrà già strutturato le proprie caratteristiche, sarà quindi più difficile modificare certi comportamenti indesiderati in un periodo critico come quello adolescenziale. 

Per concludere la dottoressa Graziuso ci dice che non si parla più di capobranco e sottomessi, ma di un nucleo creato da uomo ed animale dove ognuno ha un proprio ruolo, basato sulla conoscenza dell’altro e sul rispetto reciproco.

Bene queste sono informazioni molto preziose, che scaldano il cuore, perché i cani non possono essere considerati delle cose ma sono a tutti gli effetti membri senzienti della famiglia!

Bene, con oggi è tutto vi aspetto sabato prossimo con un altro interessante argomento!!

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